Un porto che si evolve.

La storia del Porto Antico è quella di un approdo che ha seguito il corso delle innovazioni nella costruzione delle navi e nella gestione dei carichi, modificando la linea della costa e delle strutture portuali, con costanti adeguamenti e interventi.

Mandraccio, forse dall’arabo, “riparo ove poter sostare sicuri”: in quest’ansa, praticamente un porto naturale, la storia dice che si insediarono i primi pescatori indigeni. Protetto dai venti e in posizione strategica il porto di Genova divenne rapidamente il fulcro dei commerci marittimi con tutto il Mediterraneo.

Attivo fin dal V secolo a.C., al centro dei traffici dell’antichità e nel corso del Medioevo, il suo primato si accentuò e si consolidò con la nascita del Comune nell’epoca delle crociate e, successivamente, nel ‘500: il “Secolo dei Genovesi”.

Lo sviluppo delle attività portuali crebbe a grande velocità fino al XVI secolo, quando con la scoperta dell’America i traffici vennero deviati sull’Atlantico. Un nuovo periodo di espansione marittima fu favorito dalla costruzione del nuovo porto tra fine Ottocento e inizio del XX secolo e dai successivi rilevanti ampliamenti nel 1919 e nel 1945.

Negli ultimi decenni i traffici portuali si sono spostati sempre di più verso il Ponente cittadino e la vecchia area è rimasta di fatto inutilizzata, fino a che la ristrutturazione del 1992 per le celebrazioni colombiane non l’ha ricollegata fisicamente alla città, restituendole il ruolo centrale e trainante per la città.