È possibile cambiare radicalmente la propria vita in pochi anni? La storia di Nathan Sawaya dimostra che “SI. PUÒ. FARE!” (cit.).

Il primo incontro con i mattoncini LEGO®.

Nathan Sawaya nasce negli Stati Uniti d’America, nel 1973 entrando direttamente a far parte di quella che viene definita “Generazione X”. Ipotizziamo per lui un’infanzia sostanzialmente felice, nel ridente Oregon, all’interno di una famiglia quantomeno attenta che lo incoraggia a sviluppare il suo lato creativo: a cinque anni incontra quella che diventerà la sua vera passione, i mattoncini LEGO®. Ed è amore a prima vista: lui aveva cinque anni, loro ne avevano già venti. Come molti altri bambini, sparsi per tutto il globo terracqueo, Nathan passa intere giornate a costruire modelli di città fatti di piccoli mattoncini in ABS, attuando una rapida e irreversibile colonizzazione del soggiorno di casa.

Un cucciolo di ABS.

Verso i dieci anni di età, Nathan chiede – come molti suoi coetanei – di adottare un cagnolino. I genitori (severi, ma giusti) dicono picche. Solitamente i bambini se ne fanno una ragione. Nathan no. Lui il cane se lo costruisce. Con i mattoncini. A grandezza naturale.

Il cervello che fa “click”.

nathan sawaya autoritratto LEGOUn cane di LEGO® a dimensioni reali. Un po’ squadrato. Chiamato ironicamente “Boxer”. Da questo momento – stando alle dichiarazioni dello stesso artista – qualcosa nel suo cervello fa “click”: il giovane intuisce le infinite potenzialità dei mattoncini LEGO® come strumento: la possibilità di costruire, disfare e ricostruire. In una parola, di CREARE.

“Mi piace usare i mattoncini LEGO® come mezzo artistico, perché adoro osservare la reazione delle persone a opere d’arte create con qualcosa a loro familiare. Chiunque può confrontarsi con queste realizzazioni artistiche poiché costruite con uno strumento che molti bambini e adulti hanno a casa.”

Il bambino era chiaramente dotato, ma – a un certo punto – i genitori smettono di comprargli i giocattoli e iniziano a indirizzare il giovane costruttore ad attività più redditizie: il geometra, l’ingegnere, l’architetto. Ma lui, invece, decide che, se proprio deve cedere alle pressioni sociali e familiari, diventerà avvocato.

Dark age e doppia vita.

OK, l’università, OK la carriera da avvocato, ma il bisogno di esprimere la vena artistica rimane forte e Nathan Sawaya si ritrova a sfruttare ogni piccolo momento libero per disegnare, scolpire e scrivere. Un giorno – che speriamo Nathan abbia segnato sul calendario – finisce quella che nell’ambiente di appassionati LEGO® (AFOL) si chiama Dark Age.

“L’arte aiuta ad essere felici, a stare bene e sviluppa l’intelligenza. L’arte rende le persone migliori, non è un optional, è necessaria”.

Sawaya s’imbatte di nuovo nei suoi vecchi mattoncini e – sempre per gioco, ma con una nuova maturità – decide di provare a costruire delle grandi sculture utilizzando come materia solo e solamente i mattoncini. La cosa funziona. Da idea diventa hobby. Da passatempo a qualcosa di più. Realizza un sito in cui raccogliere tutte le richieste che gli arrivano per nuove opere da costruire.

La scelta di Nathan.

nathan sawaya yellowIn breve, il suo sito web ha così successo che “crolla” a seguito del vertiginoso numero di contatti. È il 2004 e Sawaya capisce di dover fare una scelta radicale. Una scelta di vita, si potrebbe dire, di quelle che esaltano e spaventano al tempo stesso. Ci crede. Decide di lasciare il lavoro di avvocato e di seguire il suo sogno.

“Il peggior giorno di un artista è migliore del miglior giorno di un avvocato”

Chiaramente, ormai l’avete capito, Nathan Sawaya è un sognatore, ma di quella specie di sognatori piuttosto pragmatici. Così – immaginiamo molto presto – anche la nuova professione “creativa” diventa impegnativa e Nathan decide di andare oltre alle commissioni private e presentare i suoi lavori ad alcune gallerie, ma la sua “visione” non viene condivisa e le sue opere restano confinate nello studio di New York.

Arriva il successo.

Il primo ad accettare le opere di Nathan Sawaya come vera e propria arte è il direttore del Lancaster Museum of Art della Pennsylvania che, nel 2007, autorizza una sua mostra. Questa prima mostra di Sawaya, in sole sei settimane, attira più di 25.000 persone (il numero di persone che il Museo coinvolgeva in circa un anno).

“Il mio scopo è elevare questo semplice giocattolo ad un ruolo che non ha mai avuto prima. Inoltre mi piace la pulizia dei mattoncini LEGO®. Gli angoli retti. Le linee definite. Osservandoli a distanza, questi angoli retti e linee definite offrono nuove prospettive, mutano in curve”

Qui inizia il successo di un autore (brick artist, come si auto definisce lui) in grado di padroneggiare un linguaggio a metà tra POP Art e Surrealismo; un uomo che, condividendo la propria passione, ha realizzato il format per una mostra che la CNN annovera “tra le 10 mostre più interessanti del mondo”.

Ora Nathan Sawaya è un artista quotato in tutto il mondo e la sua mostra “The Art of The Brick” sarà al Porto Antico di Genova” dal 12 marzo al 9 giugno 2019.

Chi avrebbe mai detto che il ragazzino dell’Oregon, quello che costruiva cani un po’ squadrati, un giorno avrebbe piazzato “Yellow” (la sua opera più iconica) nel video musicale della canzone G.U.Y. di Lady Gaga?

lady gaga in lego

Vedete dove portano i sogni?

Qualche informazione in più su Nathan Sawaya:

http://www.nathansawaya.com
https://www.brickartist.com
https://www.facebook.com/thebrickartist
https://twitter.com/nathansawaya
https://www.instagram.com/nathansawaya/