La focaccia genovese rappresenta un simbolo per la Città. Un rito per iniziare bene la giornata, per gustare un aperitivo o semplicemente per accompagnare un pasto: i genovesi non rinuncerebbero mai a questa prelibatezza.

Un toccu de fugassa (un pezzo di focaccia).

Se venite a Genova non potete non assaggiare la focaccia genovese. È un prodotto artigianale che viene preparato in ogni forno della città. Vi consigliamo di comprarne un bel pezzo e di provare a “pucciarla” nel cappuccino (o nel caffelatte): vi sembrerà strano come abbinamento ma vi assicuriamo che il contrasto dolce/salato sorprenderà le vostre papille gustative.

L’alternativa è quella di accompagnarla a un buon bicchiere di vino bianco, giusto per placare i morsi della fame di metà mattinata. Come tutte le grandi specialità anche la focaccia ha le sue varianti: alla cipolla, alle olive, alla salvia. Ma la ricetta “classica” rimane sicuramente la più apprezzata.

Ma da dove deriva il termine “fugassa”? In genovese significa cotta nel focolare e la leggenda vuole che anticamente venisse mangiata in chiesa durante i matrimoni al momento della benedizione: un modo goloso per festeggiare l’unione delle giovani coppie.

Come deve essere la focaccia genovese perfetta?

In generale dovrebbe essere croccante in superficie e morbida dentro, salata il giusto e non troppo unta, meglio se calda. La più buona è quella con tanti “buchi”, le fossettine dove si accumula l’olio. Alcuni sostengono che la parte migliore sia quella vicina al bordo, più croccante e cotta. A noi piace in tutti i modi!

Ogni momento è quello giusto.

La focaccia è buona in ogni momento della giornata: dalla colazione alla cena. E’ lo spuntino ideale nell’intervallo delle lezioni degli studenti o per la merenda delle cinque. Si accompagna facilmente con i salumi, con i formaggi e c’è chi sostiene che sia ottima anche cosparsa con la famosa crema di nocciole.

Realizzare la focaccia nel forno di casa non è così semplice perché la cottura ideale la si può ottenere solo con un forno da panettiere ma nulla vieta di provare. In rete e sui libri di cucina potete trovare tante ricette con consigli e suggerimenti.

Non vi resta che indossare il grembiule e mettervi all’opera. Noi siamo pronti all’assaggio!