Arriva sempre un momento in cui bisogna fare i conti con la Verità. Si può fingere, alludere, evitare i dettagli, ma, prima o dopo, bisogna gettare la maschera: voi siete fra quelli che non hanno mai visto Guerre Stellari.

E non dite di poter continuare a vivere tranquillamente senza averlo visto, perché non è vero. In cuor vostro sapete di essere tagliati fuori. I vostri amici citano il film a memoria, colleghi bevono da tazze a forma di casco, i vostri figli vi chiedono spade laser giocattolo.

Rassegnatevi, la saga non finisce, anzi si amplia a dismisura, e non potete continuare a ignorarla. Dopotutto, in questi anni non l’avete ignorata del tutto. Ammettiamolo. Ammettetelo.

Magari avrete visto il primo film della saga, quello uscito quasi quarant’anni fa. Oppure, negli anni, vi siete imbattuti in qualche scena di uno dei tanti passaggi televisivi di chissà quale episodio di una delle trilogie. Sì, trilogie. Al plurale. Sono tre, due complete e la terza in corso d’opera, siamo al primo episodio (quindi al settimo film), senza considerare lo spin-off.

Tutto questo va ben oltre le vostre possibilità, è chiaro. È roba da fanboys, di quelli tosti.

Voi, invece, non siete fan. Anzi, non avete mai visto veramente Guerre Stellari, soprattutto perché non avete mai capito Guerre Stellari. Eppure…

Una galassia lontana lontana, ma familiare.

Eppure sapete bene che siamo in una galassia molto, molto lontana, in un tempo lontanissimo (passato o futuro?). Luke Skywalker, Obi Wan e Ian Solo vi sono familiari, Dart Fener ce l’avete ben presente, come Ciubecca e Yoda, conoscete gli Jedi e i due droidi C3-PO e C1-P8 (o R2-D2?) e vi è pure dispiaciuto per l’attrice che interpretava la Principessa Leila. Ma soprattutto sapete che ci sono astronavi, tante spade laser (o lightsaber?) e che siamo alle prese con un fenomeno mistico chiamato genericamente “Forza”.

La vera Forza di Guerre Stellari.

Ecco, forse è tutto più chiaro: sicuramente Guerre Stellari non fa parte del vostro mondo cinematografico, ma nel vostro immaginario c’è, eccome. E sta proprio qui la vera Forza di questa epopea spaziale.

Anche il cinefilo più duro e puro non può che inchinarsi di fronte a un fenomeno cinematografico che da quattro decenni alimenta la fantasia e l’entusiasmo di legioni di fan (o seguaci?), perché, piaccia o no, Guerre Stellari affonda le sue solide radici nella storia del cinema: da Akira Kurosawa all’epopea western, attinge a piene mani anche dal fumetto e dalla televisione per dare vita a una space opera che ha generato un universo espanso da cui storie e suoi personaggi sono usciti, per entrare nei libri, nei fumetti, nei videogiochi, nella televisione, nei giochi di ruolo, nei giocattoli.

Ogni bambino sogna una spada laser.

Ecco, nei giocattoli. Esisteva il merchandising, prima di Star Wars? Certamente: qualche poster, un’immagine ufficiale, rudimentali esperimenti catalogati con poca convinzione come “promozione”.

Poi arriva George Lucas, con idee (creative e commerciali) così stravaganti che spiazzano e, imprevedibilmente, stravolgono la storia del cinema e cambiano la sorte delle aziende che credono in questo nuovo progetto. Una su tutte. Quella che gli ha dato retta e ha accettato di produrre dei giocattoli ispirati a Guerre Stellari: la Kenner.

Una collezione sterminata progettata nel 1977 che accompagna e supporta l’evoluzione delle storie di Guerre Stellari, i film e tutto quello che nella società è ruotato intorno a questo fenomeno inarrestabile. Nel primo anno, Kenner realizzò 42.322.500 pezzi fatturando 100 milioni di dollari. Ora capite perché, ancora nel 2017, ne parlano tutti?

Che la forza sia con voi.

OK, ora potete decidere di continuare a ignorare questo fenomeno culturale di massa, oppure dovete impegnarvi e recuperare il tempo perduto: guardare tutti i film, selezionare fra le 440.000.000 di voci che su Google parlano di Guerre Stellari, documentarsi seriamente su wookiepedia. Poi, volendo, potete visitare quella nuova mostra e a quel punto, probabilmente, la Forza sarà anche con voi.