C’è un appuntamento musicale che da quasi vent’anni caratterizza la scena genovese e ha conquistato una dimensione nazionale: è il Goa-Boa Festival.

Una storia che arriva da lontano.

Circolo, associazione, festival.

Le origini sono nell’ormai lontano – ma mai dimenticato – Psyco Club, storico circolo culturale nato nel 1980 che proponeva rassegne, mostre ed esibizioni di giovani artisti, esposizioni fotografiche, presentazioni di libri e riviste. Psyco Club si è poi trasformato nell’Associazione Culturale Psyco e si lanciato, fra le altre cose, nell’avventura del Goa-Boa.

Goa + Boa = Festival.

Nel nome una promessa (mantenuta).

Sicuramente lo sapete, ma “GOA” sta per Genova. È la sigla della nostra città nei voli di linea. “BOA”, invece, non è un acronimo. Indica un punto di approdo e un passaggio obbligato. Perché metterli insieme? Perché questo Festival ha trasformato la nostra città in una meta obbligata per chi ama la musica e la vive come espressione fondamentale di libertà e creatività.

Infatti Goa-Boa si è affermato da subito come “IL” festival della musica indipendente, degli artisti che amano esprimersi al di fuori dei circuiti tradizionali, l’appuntamento irrinunciabile con il talento e la creatività al di fuori degli schemi predeterminati.

I posti giusti.

Dentro EstateSpettacolo, all’Arena del Mare.

Nato come momento di condivisione di ogni forma nuova di espressione artistica, il Goa-Boa Festival ha sempre sorpreso, anche nella scelta delle sue sedi: Campi, le Acciaierie di Cornigliano, la Fiera, fino ad approdare nell’Area del Porto Antico che, ormai da un decennio, è diventata la sede fissa della manifestazione.

Ma non solo all’interno dell’Area Porto Antico. Goa-Boa Festival è sotto il grande cappello di Porto Antico EstateSpettacolo. Lo spazio reale, invece, è quello dell’Arena del Mare, una location sospesa tra mare e cielo, nel quale gli artisti si mischiano con i riflessi di un panorama senza uguali, con luci suoni e sensazioni che amplificano qualsiasi emozione.

Serate di musica e altro.

Goa-Boa Village e l’offerta enogastronomica.

Ma Goa-Boa Festival va anche oltre la musica. Negli anni si è imposto come un modo di essere, quasi uno stile di vita: al Goa-Boa si va (ovviamente) per ascoltare musica, ma anche per stare insieme, per condividere momenti di svago e relax. Da questo concetto, nasce il progetto del Goa-Boa Village, un’offerta gastronomica, una serie di stand con proposte alternative, novità e curiosità per completare una serata a base di musica.

Goa-Boa Festival 2017: dal 6 all’11 luglio.

Sei serate senza etichetta di genere musicale.

Il programma è come al solto ricco e imprevedibile, variegato e sorprendente: Smokey Joe & The Kid, melodie anni ’20 & hip-hop made in Usa, Free Shots, elecrto-swing made in Genoa, Sfera Ebbasta, Dark Polo Gang, Nadia Rose, Tedua, Cerbero Grosz, Young Slash, ovvero sia il rap nelle sue più recenti declinazioni. Oppure Samuel, leader dei Subsonica e solista. O, ancora, Canova, Era Serenase, Teta Mona, Mykki Blanco. Fino ad arrivare a Tonino Carottone, Luciano, KY.Mani Marley e tanti altri ancora.

Insomma, Goa-Boa è più di un festival musicale, è un’esperienza.
Da vivere a pieno volume.

 

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Continua la “polpo-invasione” di EstateSpettacolo.

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