Arena presa d’assalto.

Genova aspettava Paolo Nutini da giorni, ormai. Molti fan del cantautore scozzese giravano da ore per l’Area del Porto Antico sperando di incontrarlo, per rubare una foto o cogliere qualche nota dal soundcheck.

Maledetto aereo!

Già nel primo pomeriggio capannelli di ragazzi si sono assiepati vicino ai cancelli per essere sicuri di avere un buon posto sotto il palco.

Purtroppo le loro speranze sono state vane: a causa di un ritardo dell’aereo Paolo Nutini non è riuscito ad arrivare per le prove, ma il pubblico non si è disperato, anzi.

All’apertura dei cancelli, un fiume di persone ha iniziato a fluire nel teatro all’aperto in fondo ai Magazzini del Cotone: un flusso continuo, fino all’inizio dello spettacolo. 3.800 persone il conteggio finale, per un colpo d’occhio incredibile.

Gustosa attesa.

Nel Goa-Boa Village, in attesa dello spettacolo, si poteva mangiare (la focaccia col formaggio è stato un successo), bere una birra chiacchierando sui divanetti dell’area relax, curiosare o comprare dischi, T-shirt e accessori vintage.

Ore 20:30, The Rainband.

Quando il sole è ancora straordinariamente alto arrivano i The Rainband e il pubblico inizia scaldarsi.

I The Rainband, capitanati dal cantante Martin Finnigan e dal chitarrista Phil Rainey, ci hanno proposto un in indie-rock molto energico.

Il leader, Martin, ha anche presentato – in italiano quasi perfetto – “Rise again”, raccontando che la canzone fu scritta nel 2012 come tributo a Marco Simoncelli (deceduto nella gara di MotoGP, in Malaysia nel 2011) e i proventi andarono alla Fondazione Marco Simoncelli.

Ore 22:00, entra Paolo Nutini.

Verso le 22:00 il palco, coloratissimo, prende vita: le bacchette battono il quattro, attacca il basso e poi arriva: una voce ruvida, roca, viva. Una voce che ipnotizza immediatamente la folla. La voce di Paolo Nutini.

Nutini non si risparmia: canta, balla, salta, imbraccia la chitarra acustica per ammaliare il pubblico. Tutto indossando un chiodo di pelle (!).

Le emozioni di alternavano: sulle note di “Diana” molte coppie si sono abbracciate, dondolando a occhi chiusi; ascoltando il ritmo di “Pencil Full Of Lead” la platea ha iniziato a ballare.

Il suo pezzo più famoso, “Candy”, arriva proprio alla fine, durante i bis in una versione acustica intima e coinvolgente.

Paolo Nutini in concerto
Arena del Mare concerto Nutini
Arena del Mare concerto Nutini
Anello Paolo Nutini
Fans Paolo Nutini
Paolo Nutini in concerto
Batterista Paolo Nutini in concerto
Paolo Nutini in concerto

 

La scaletta completa.

Paolo Nutini 16/07/2014 Genova.

  • Scream
  • Let Me Down Easy
  • Alloway Grove
  • Coming Up Easy
  • Looking For Something
  • Numpty
  • Jenny Don’t Be Hasty
  • Better Man
  • Diana
  • Recover
  • Tricks Of The Trade
  • These Streets
  • One Day
  • Cherry Blossom
  • Pencil Full Of Lead
  • No Other Way
  • Iron Sky
  • Growing Up Beside You
  • Candy
  • Last Request

Il soul si deve suonare.

Dal punto di vista tecnico, il concerto è stato di alto livello, perché, nella musica che suona Nutini, è difficile imbrogliare. Bisogna suonare e suonare bene. Per questo, a supportare la (splendida) voce di Paolo, ci sono due chitarre, una sezione di tre fiati, una ritmica con basso e batteria, tastiera e corista. Tutti artisti di alto livello.

Fan e nuovi fan.

Quello di Genova è stato un concerto che ha ripercorso i tre dischi di Paolo Nutini e, pur promuovendo “Caustic Love”, i grandi successi commerciali non sono mancati, disseminati in una scaletta varia e ben articolata.

Un concerto misurato (due ora circa) che ha soddisfatto i fan “storici”, quelli che tra una canzone e l’altra urlavano “Paolo” sotto il palco, ma anche il pubblico meno informato che ha avuto modo di apprezzare una performance dal vivo molto convincente in una delle cornici più emozionanti di tutta Genova.

Paolo Nutini in concerto
Fans Paolo Nutini
La band di Paolo Nutini
Paolo Nutini
Paolo Nutini in concerto
Paolo Nutini in concerto